Di casa in casa con la mia musica

 

“Questa casa non è un albergo”, e invece sì. Merito del couchsurfing, un modo per risparmiare sul portafoglio ma non sulla cultura, che consiste nella ricerca presso i privati di tutto il mondo di una stanza, un divano oppure un pezzo di giardino in cui piantare la tenda e sostare per una vacanza.

La scorsa estate, a scoprirlo è stato il cantante e chitarrista di Chiuro (Sondrio),Davide Taloni, che si è nuovamente messo in sella alla sua Vespa per le nuove tappe del “Viaggio Ribelle Tour”, un progetto itinerante che lo sta portando a spasso per l’Europa insieme alla sua musica.

Quest’anno, l’obiettivo dei concerti improvvisati in strade, piazze, moli e passi alpini era l’Inghilterra, terra di note e poesia.
Peccato che, quando ha iniziato a spulciare sul web le opportunità di soggiorno, si è accorto dei costi esorbitanti che lo avrebbero atteso.
Avrebbero, sì, perché chiacchierando con un amico inglese è venuto a conoscenza dell’innovativo strumento di viaggio per chi non vuole spendere una fortuna.

Così, dopo un primo scambio di battute (“Couchsurfing, cos’è?”, “La gente che ti ospita in casa”, “Ok, ma in cambio di cosa?”), Davide ha fatto qualche ricerca, convincendosi che quella soluzione poteva rappresentare una grande opportunità.
“È stata un’esperienza meravigliosa, presso le abitazioni di persone splendide”, ricorda Davide. “Non volevano nulla in cambio, ma nel mio piccolo ho cercato di sdebitarmi cucinando per loro i piatti tipici della nostra tradizione o magari organizzando un concerto in giardino per radunare anche il vicinato”.

Fra un’ospitalità e l’altra, il cantautore ha compreso il vero spirito del couchsurfing: non si tratta di trovare un hotel fra le mura domestiche, ma di un modo unico nel suo genere per assaporare la cultura di un luogo, condividendo passioni, affinando la lingua locale, gustando i sapori del posto.
In poche parole, si tratta di un gemellaggio fra mentalità differenti, che sotto lo stesso tetto trovano i loro punti di incontro, come in una festa tra vecchi amici.

“Nessuna guida turistica ti consente lo stesso livello di conoscenza, perché solamente chi vive un luogo ne ha l’assoluta padronanza”, aggiunge Davide. Non a caso, molte location in cui ha suonato dal vivo sono state suggerite proprio da chi lo ospitava: come il club per studenti in cui si è esibito in Olanda, la costa del Dorset inglese che affaccia sull’oceano o il locale folk dell’isola di Wight, una delle esperienze più belle, dove ha trascorso due notti in barca.

Quest’avventura estiva, durata venti giorni nel mese di agosto, ha rappresentato una svolta nel “Viaggio Ribelle Tour”, che fino ad oggi si era sempre svolto in modalità solitaria, grazie a una tenda da montare ogni sera.

“Questa volta invece ho confrontato il percorso che avevo in testa con le soluzioni proposte dal sito www.couchsurfing.com, cercando di far coincidere i trecento chilometri che percorrevo all’incirca ogni giorno con la tappa successiva”.
Così, ha affrontato Svizzera, Francia, Inghilterra, Olanda e Germania.

Come sceglieva le case? “Leggevo le presentazioni sul portale e mi lasciavo guidare dalle sensazioni, prediligendo chi amava la musica o semplicemente chi mi andava a genio, senza un motivo particolare”.
Il tragitto definitivo si è formato in base all’ospitalità trovata, con la massima libertà, che poi è la cifra stilistica e la filosofia di Davide Taloni: “Mi piace essere svincolato dagli obblighi, sto alla larga dalle grandi città e privilegio gli spazi naturali che sanno accogliere meglio la mia musica, senza stress”.

Il viaggio ha rappresentato anche una sfida professionale, soprattutto in una culla del pop-rock come l’Inghilterra, dove l’esame è stato superato a pieni voti. “Come dappertutto nel mondo, ci si imbatte nel posto più caloroso e quello meno, ma in generale l’accoglienza che ho ricevuto è stata straordinaria. Ogni anno, mi accorgo poi di un miglioramento a livello personale: suonare in strada ha le sue regole e i meccanismi giusti per funzionare, sto imparando molto”.

Adesso, la mente di Davide già naviga in avanti, sognando nuove tappe, magari in altre terre, seppure siano ancora impressi i ricordi del paesaggio “verde e azzurro” della Normandia, delle eleganti coste inglesi, dei locali vivaci.
“Il prossimo anno si vedrà”, non si sbilancia. Ma nel suo cuore c’è un grande sogno per il futuro: suonare in Nord America e Canada, in qualche grande spazio naturale, che faccia da cornice d’eccezione, più di qualsiasi altro palcoscenico. “Di certo, abbraccerò ancora il couchsurfing, una ricchezza straordinaria che non intendo più lasciare. Il resto verrà, poco per volta, come in ogni chilometro di strada che porta sempre qualche bella novità”.

Paola Rinaldi


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