Good vibes San Romerio

Il ritrovo di una ex-redazione di un ex-giornale della Val Poschiavo. La chiamata di un'amica che riteneva le mie canzoni in linea con gli ideali e l'atmosfera dell'occasione. Il paesaggio indimenticabile di San Romerio. Una giornata perfetta. Ricorderò sempre il commento di un partecipante: "questo qui la pensa come noi". Quando sento che la mia musica "arriva a destinazione" riesco ancora a cogliere tutto "il senso" di quello che faccio. Grazie quindi a tutti i nuovi amici de "La Scariza"!

Cavalli Liberi...

I Cavalli stanno tornando...si muovono al galoppo lungo le grandi praterie...a breve NEWS.



Grandi prati verdi

Otto anni fa sono salito per la prima volta sopra un palco con la mia musica. Ricordo di non averlo detto a nessuno, amici, famiglia, conoscenti. Suonai a 250km da casa: "non sia mai che qualcuno passi li davanti per caso!". Pensavo di essere "LA TIMIDEZZA" in persona e il passo non fu per niente facile. Molti sognano un palco, per me il sogno era unicamente scrivere canzoni. Il palco lo vedevo quasi come una scocciatura. Sognavo una vita ritirata in una "casa nel bosco con tanti animali" e...uno studio di registrazione. Un luogo in cui fare musica cercando di catturare emozioni da mettere nei solchi di un disco. Pura utopia insomma. Non ricordo esattamente i dettagli della mia esibizione, anche perchè "dio Bacco" ci mise lo zampino, d'altra parte bisognava stemperare la tensione in qualche modo. Una cosa però la ricordo molto bene.

Capita che ti accorgi per la prima volta che la tua musica, la tua voce, può produrre delle reazioni, delle emozioni, e lo vedi negli occhi di chi hai davanti. Li succede qualcosa e non si torna più indietro...ti viene voglia di "comunicare", capisci che puoi dire "qualcosa" e che quel "qualcosa", in qualche modo, può entrare, anche se in piccola parte, nella vita delle persone. Ti accorgi che la musica non è solo estetica o "sound", che le canzoni non sono solo un bel ritornello o far battere un piede, ti accorgi che le canzoni possono "parlare per se stesse" e quando lo vivi di persona è diverso che ascoltarlo sui dischi che ami. Tu sei li e lo stai vivendo e dentro ti si smuovono montagne di macerie e ti si aprono davanti grandi prati verdi.

A volte però ci si dimentica della fortuna che si ha e ci si lascia prendere da facili sconforti, ci si può perdere nell'erba alta, cercando cose che con la Musica non c'entrano niente e sono solo dei contorni effimeri. "Due strade trovai nel bosco ed io scelsi la meno battuta" disse Robert Frost...io oggi penso che l'importante sia non fermarsi al bivio...

Una mia canzone che c'entra qualcosa con questa storia




La gioia di cantare...


"La gioia di cantare, la voglia di sognare, il senso di raggiungere quello che non hai..." Questa frase apriva un pezzo storico del rock italiano: "Sguardo verso il cielo" delle Orme. Penso che in queste poche parole sia sintetizzato il senso della vita o perlomeno il senso dell'arte. La gioia di cantare, quella l'ho solo sfiorata in passato, troppo preso da me stesso, dagli "avvenimenti", dai "sogni di rock'n'roll". La gioia di cantare, la voglia di sognare e di...suonare...quella che ho oggi. Quella che ho imparato durante i miei "vagabondaggi musicali", dove "l'apparire" contava poco, contava soprattutto "l'essere". La gioia di farlo liberamente e senza troppe pressioni interne...lasciare fluire la musica, come viene. Poi c'è anche la gioia di farlo con persone che sono sulla tua stessa lunghezza d'onda..."gioia" poi...è una bella parola...

Le Orme - Sguardo verso il cielo 

















 

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