Road Tour '18

Davide Taloni & Cavalli Liberi Road tour 2018

Si riparte, dopo anni di viaggi solitari su due ruote, si passa alle quattro. Non più da solo ma con i "Cavalli" al completo. :)

COMUNICATO:

Associare la musica al viaggio. Un’esperienza già fatta in passato. In solitaria. 

Unire l’amore per le canzoni alla scoperta di nuovi luoghi, volti e costumi. Lui si chiama Davide Taloni e questa volta non sarà più solo, ma ci saranno i “Cavalli Liberi” il gruppo di Amici e Musicisti che si è creato, modificato e ampliato col tempo e con il quale suona da ormai da un paio di anni. Sarà un’esperienza nuova e piena di punti di domanda.

Il viaggio si terrà nei paesi del centro Europa; oltre alle canzoni di Davide, il repertorio prevede alcuni classici del cantautorato italiano, il tutto con un sound principalmente acustico, da strada. Ecco le sue parole a proposito:

“Non ho una sfera di cristallo e non so cosa aspettarmi, se non una quantità abbondante di vita, storie da raccontare, musica ed avventura”.

La data di partenza sarà in occasione dei Calici di Stelle a Sondrio in piazza Cavour, venerdì 10 agosto alle 21, ma qualche ora dopo il gruppo sarà già diretto verso la Slovenia.

Formazione “Davide Taloni & Cavalli Liberi road tour 2018”

Davide Taloni: voce, chitarra, armonica

Fabrizio Moroni: voce, basso, cajon

Silvia Haenen: Fisarmonica, piano

Silvia Perlini; voce, percussioni

Francesca Spinelli: voce, percussioni

Davide Vinci: Sax, sound engineer e molto altro.

Il Viaggio lo si può seguire cliccando questo LINK oppure sui principali canali social.

www.davidetaloni.it


Sapori agrodolci

"Sarà stato il panorama post industriale offerto dalle arcate illuminate di rosso del Carroponte, saranno state certe canzoni ambientate nel passato, sarà stato il tono agrodolce della musica. Fatto sta che è parso d’assistere a un modo di raccontare l’esperienza umana che nessuno più replicherà, un’idea di musica che sembra appartenere al passato. O forse non lo è a giudicare dai tanti ragazzi e ragazze – “bellissimi”, li definisce De Gregori – che non erano nemmeno nati al tempo di queste canzoni eppure le cantano come se fossero state scritte per loro."

Devo ammettere che il finale di questo articolo preso da rockol.it mi ha dato da pensare...e parecchio. Non che io non abbia mai fatto riflessioni del genere sulla musica, anzi, mi capita di farle un giorno si e uno no, sia da ascoltatore che da autore dei miei pezzi. Se una volta, finita di scrivere una canzone, le domande erano: funziona? sta in piedi da sola? si capisce cosa voglio dire? è "vera"? ultimamente la domanda unica è: "a cosa serve?"

"Fatto sta che è parso d’assistere a un modo di raccontare l’esperienza umana che nessuno più replicherà, un’idea di musica che sembra appartenere al passato."

Non saprei. Ad essere ottimista mi viene da pensare che un giorno al posto dei pochi cantautori "vecchia scuola" rimasti ce ne saranno altri che prenderanno il loro posto. Forse sono questi gli anni in cui si tornerà a scrivere musica e "canzoni" che sapranno unire più di una generazione, quelle che fanno sognare? e se gli anni saranno questi, quale sarà la "via d'uscita" per queste canzoni? Le radio? Non direi, il web? forse...Sono tempi interessanti e non si può ancora fare un'analisi sulla storia della musica "leggera" perchè è ancora troppo giovane. E se non puoi fare ancora un'analisi storica, figurati se puoi tentare di prevederne il futuro. Gli espertoni poi, oramai non ne azzeccano più una. Vedremo.

"O forse non lo è a giudicare dai tanti ragazzi e ragazze – “bellissimi”, li definisce De Gregori – che non erano nemmeno nati al tempo di queste canzoni eppure le cantano come se fossero state scritte per loro."

E' questa frase finale a darmi un filo di speranza. Io al Carroponte a vedere De Gregori c'ero. Ed anche se i giovani non erano proprio così "tanti" come dice l'articolo. Non erano comunque nemmeno pochi. 

Quelle "tribù" di persone che si riconosco in certi ideali di libertà rimarranno un giorno a bocca asciutta o avranno ancora note e parole per le loro orecchie? Quel pubblico di "eterni sognatori" che mi è capitato di vedere ai concerti di Neil Young o di De Gregori, se ne starà a casa ad ascoltarsi i vecchi dischi o potrà immergersi in nuovi live fatti da musicisti che riusciranno in qualche modo ad uscire allo scoperto?? Aspettare e vedere cosa succede pare essere l'unica cosa sensata da fare...aspettare cercando di non stare con le mani in mano.

Fonte dell'articolo originale Rockol.it
 

Good vibes San Romerio

Il ritrovo di una ex-redazione di un ex-giornale della Val Poschiavo. La chiamata di un'amica che riteneva le mie canzoni in linea con gli ideali e l'atmosfera dell'occasione. Il paesaggio indimenticabile di San Romerio. Una giornata perfetta. Ricorderò sempre il commento di un partecipante: "questo qui la pensa come noi". Quando sento che la mia musica "arriva a destinazione" riesco ancora a cogliere tutto "il senso" di quello che faccio. Grazie quindi a tutti i nuovi amici de "La Scariza"!

Cavalli Liberi...

I Cavalli stanno tornando...si muovono al galoppo lungo le grandi praterie...a breve NEWS.



Grandi prati verdi

Otto anni fa sono salito per la prima volta sopra un palco con la mia musica. Ricordo di non averlo detto a nessuno, amici, famiglia, conoscenti. Suonai a 250km da casa: "non sia mai che qualcuno passi li davanti per caso!". Pensavo di essere "LA TIMIDEZZA" in persona e il passo non fu per niente facile. Molti sognano un palco, per me il sogno era unicamente scrivere canzoni. Il palco lo vedevo quasi come una scocciatura. Sognavo una vita ritirata in una "casa nel bosco con tanti animali" e...uno studio di registrazione. Un luogo in cui fare musica cercando di catturare emozioni da mettere nei solchi di un disco. Pura utopia insomma. Non ricordo esattamente i dettagli della mia esibizione, anche perchè "dio Bacco" ci mise lo zampino, d'altra parte bisognava stemperare la tensione in qualche modo. Una cosa però la ricordo molto bene.

Capita che ti accorgi per la prima volta che la tua musica, la tua voce, può produrre delle reazioni, delle emozioni, e lo vedi negli occhi di chi hai davanti. Li succede qualcosa e non si torna più indietro...ti viene voglia di "comunicare", capisci che puoi dire "qualcosa" e che quel "qualcosa", in qualche modo, può entrare, anche se in piccola parte, nella vita delle persone. Ti accorgi che la musica non è solo estetica o "sound", che le canzoni non sono solo un bel ritornello o far battere un piede, ti accorgi che le canzoni possono "parlare per se stesse" e quando lo vivi di persona è diverso che ascoltarlo sui dischi che ami. Tu sei li e lo stai vivendo e dentro ti si smuovono montagne di macerie e ti si aprono davanti grandi prati verdi.

A volte però ci si dimentica della fortuna che si ha e ci si lascia prendere da facili sconforti, ci si può perdere nell'erba alta, cercando cose che con la Musica non c'entrano niente e sono solo dei contorni effimeri. "Due strade trovai nel bosco ed io scelsi la meno battuta" disse Robert Frost...io oggi penso che l'importante sia non fermarsi al bivio...

Una mia canzone che c'entra qualcosa con questa storia




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